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Prime Esperienze

la trave


di maura70
30.03.2026    |    128    |    2 9.3
"In piedi e quasi appesa per il collo ero soddisfatta ma avrei gradito essere sdraiata, comoda..."
Mi stavo toccando il collo con gli occhi semichiusi, al tepore di un sole calante, passavo lieve il dito lungo le vertebre del collo fino alla base del cranio. La sensazione piacevole di un polpastrello che carezza la pelle liscia prima di perdersi fra i capelli della nuca.
Mi chiedevo come tutto fosse cominciato.
Un ricordo dietro l'altro, qualche scampolo di emozione giovanile, poi ancora più indietro nel tempo, più indietro...
L'emozione di indossare le prime mutandine fiorate ,trasparenti, le riviste di moda da cui prendere spunto, immedesimarsi nelle modelle, copiarne le pose...
Ma poi ? Un lento avvicinarsi a un mondo intimo e privato, fatto di esperimenti, paure e inevitabilmente qualche insuccesso.

I primi approcci , qualche scherno da parte di giovinastri appena più maturi, il desiderio di farlo in segreto ,un po' per amor proprio e un po' per non subire scherno in caso d'insuccesso...La paura di essere rifiutati.. Quella me la ricordo bene.
Ricordo gli effetti che producevano in me le modelle della televisione, il tentativo di avvicinarmi al mondo del teatro per fare incontri. Rammento anche qualcosa di più concreto, più legato ai sensi del corpo.
Sentire lo stretto abbraccio del corsetto, toccarsi e sentire di non poter quasi respirare, stringerlo ancora un poco e sperimentare il piacere della costrizione.
Poi un incontro tardo adolescenziale , per scoprire la morbosa attrazione delle costrizioni vere, un misto di timore, di stupore, sesso e qualche feticcio che mi faceva eccitare solo a evocarlo.
Una trave in soffitta, una catena arrugginita .Un collare rosso con la fibbia cromata , aperto , penzolante , in bella mostra, un tappetino arancione di feltro sul pavimento al disotto.
Ricordo di aver sgranato gli occhi e sospirato più volte. Desideravo essere prigioniera di quel semplice pendaglio, ma non osavo fare il primo passo, temevo di fare brutta figura, che non fosse per me...La fortuna volle che mi sbagliassi.
Alberto mi sbottonò la camicetta , mi abbassò la zip dei jeans, ero già scalza .
Mi baciò sul collo , sentii le sue mani che dalle spalle scendevano sul petto fino a toccarmi i capezzoli per qualche istante.
Seguì un diverso abbraccio, quello del cuoio attorno al mio collo, Alberto iniziò a stingermelo rimanendo alle mie spalle, mi venne davanti, ci guardammo, mise la fibbia nell'ultimo foro del collare e lo chiuse con mia e sua soddisfazione.
Ero legata ma potevo liberarmi se lo desideravo.
Alberto era eccitato , silenzioso, Mi baciò ovunque , mi allargò le natiche ,ci mise la lingua in mezzo, mi cosparse di saliva al punto che la sentivo colare lungo le gambe.
S'interruppe . Mi chiese di mettere le mani sui miei glutei...Obbedii soddisfatta.
Mi legò i polsi con una cintura, era calda , doveva essere quella dei suoi pantaloni.
Avevo i polsi legati dietro la schiena e i gomiti sollevati.
Alberto mi passò una mano davanti ,come a trattenermi.
Ero eccitatissima, stavo per avere il mio primo rapporto .
Mi disse di rilassarmi.
Il tempo di un paio di lunghi respiri...Poi il cazzo del mio primo uomo si fa strada nel mio culo.
Mi sembrava già penetrato, invece era solo forzato all'ingresso, vi rimase qualche istante . Devo essermi rilassata...
Alberto mi é entrato lentamente. L'ho sentito che mi allargava e sembrava che il suo cazzo non finisse mai, andava sempre più dentro. Mi tremavano le gambe e sentivo gli zigomi caldi. Finalmente Alberto me l'aveva messo fino a farmi sentire le sue palle...Bene! Più di così, pensai , non me lo può mettere dentro. Svanì la paura di essere sverginata e il timore di soffrire per la prima sodomia.
In piedi e quasi appesa per il collo ero soddisfatta ma avrei gradito essere sdraiata, comoda. Pronunciai poche parole, mi sembrava che il tempo non passasse mai. Ad Alberto sgusciò furi durante il rapporto, pensai che avrei sofferto a riprenderlo, invece scoprii di essere accogliente . Mi fece anche il primo complimento , mi disse : " brava! vedi ora che ti sei rilassata sei morbida come una figa". Stavo andando bene, sodomizzata per la prima volta , senza rimpianti e sorprendentemente senza accusare dolori. Alberto ci mise parecchio per venire, non sentivo più il peso del mio corpo , ero letteralmente appesa alla catena cui mi legò...I dialoghi ridotti a " Si Amore !" "Ti voglio tutto Albe!"
Poi una copiosa venuta di Alberto sulle mie natiche, il suo sperma che cola lungo le gambe.
Esausta per la posizione scomoda, tremavo.
Mi slegò ma non tolse il collare , si limitò a sganciarlo dalla catena...
Mi chiese di ripulirlo con la lingua e quasi piangendo mi rifiutai pur accovacciandomi...era troppo per me !
Alberto fu comprensivo e mi slacciò il collare. Ci baciammo e mi disse di non preoccuparmi.
"Ognuno ha i propri tempi !" mi disse .
Sono passati anni , anzi decenni. Siam diventati grandi... Ha ristrutturato la sua soffitta, quella trave cui mi ha legata non c'è più. Oggi Alberto quando ne ha voglia mi scopa in camera da letto nella sua baita montana, lontano da tutti, lontano dal quotidiano logorante. Siamo eternamente adolescenti? Non più...Ora apprezzo il suo sperma.
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